venerdì 4 marzo 2011

BlackBerry Playbook: anteprima video

Nonostante il MWC 2011 sia passato, l’edizione di questo anno ha lasciato tanti echi, infatti molti di quei prodotti presentati in alla fiera, a breve verranno rilasciati sul mercato, molti prodotti rivoluzionari che fanno salire di un punto l’asticella tecnologica. Ecco che quindi anche RIM ha deciso di dare il proprio apporto alla “causa”, presentando un tablet che prende il nome di BlackBerry Playbook.


Parliamo di un tablet dalle caratteristiche interessanti, un processore da 1 GHz dual core della serie TI OMAP 4430 (molto veloce e che permette grazie alle ottimizzazioni del sistema operativo di utilizzare il multiprocessing simmetrico, per avere un multitasking reale), 1 gigabyte di ram ed il nuovosistema operativo QNX Neutrino (architettura microkernel).

Ma le caratteristiche tecniche di successo non finiscono qui, infatti il display è da 7 pollici con risoluzione 1024×600 pixel, mentre le dimensioni ed il peso del tablet sono molto contenute (130 mm x 193 mm x 100 mm ed un peso di circa 400 grammi). Non mancheranno i soliti moduli Wi-Fi b/g/n, bluetooth 2.1 + EDR e connettività 3G e 4G. Il taglio di dimensioni della memoria interna può essere da 16, 32 o 64 gigabyte, mentre la fotocamera posteriore è da 5 megapixel full HD e quella anteriore da 3 megapixel. La batteria è da 5.300 mAh mentre la disopnibilità del prodotto dovrebbe essere per il 10 Aprile 2010.


Fonti:http://news.tecnozoom.it

LG PC LED IPS1, IPS6 e E10: monitor per PC ultra sottili

LG PC LED IPS1, IPS6 e E10: monitor per PC ultra sottili




I monitor LG PC LED IPS1 ed IPS6 consentono di riprodurre immagini dai colori realistici, si caratterizzano per le tecnologie avanzate e per il design molto sottile ed elegante, la base ha una altezza di 110 millimetri e può essere ruotata, inclinata e orientata a seconda della visuale scelta. I monitor LED IPS sono adatti a quanti devono lavorare su immagini o video e per coloro che utilizzano avanzati software di computer grafica o appassionati di videogiochi.

Le serie IPS1 e IPS6 si caratterizza anche per l’attenzione al risparmio energetico, consentono infatti di risparmiare fino al 27% di elettricità. Le gamme LG IPS1 e IPS6 sono disponibili a partire da 209 euro.

I modelli di LED monitor per PC E10, sono stati pensati soprattutto per trasformare l’ufficio in un luogo di lavoro comodo ed efficiente. Questi monitor garantiscono un risparmio energetico del 40% rispetto ai tradizionali monitor LCD e inoltre, sono stati ideati utilizzando materiali non dannosi per l’ambiente.
Il design è molto sottile e moderno e permette di risparmiare spazio nell’ambiente lavorativo. Nella base dei monitor è stato ricavato un alloggiamento per custodire penne, matite e altri oggetti da scrivania. I monitor LG E10 sono disponibili a partire da da 159€ fino 199€.

Samsung Nexus S: Google phone in vendita con Vodafone

Samsung e Vodafone Italia hanno annunciato che il nuovo Samsung Nexus S sarà disponibile in Italia al prezzo di 549 euro e sarà acquistabile presso tutti i punti vendita Vodafone Italia e sullo shop on line.

Il nuovo smartphone Nexus S, si caratterizza per il sistema operativo Android 2.3 Gingerbread, fotocamera da 5 mp, processore da 1GHz, memoria integrata da 16GB e uno schermo curvato da 4 pollici Super Clear LCD.

Samsung Nexus S è anche compatibile con la tecnologia Near Field Communication che permette di comunicare con un altro device e di scambiarsi dati e informazioni. Lo smartphone Nexus S sarà inizialmente venduto in esclusiva con Vodafone, tutti i clienti in abbonamento potranno aderire all’offerta “Più Smart con Vodafone” che a 29 euro al mese offre traffico internet incluso.
In questo momento il Samsung Nexus S è lo smartphone con tecnologia piu’ avanzata presente sugli scaffali. Il problema secondo noi è che è un prodotto quasi morto anche perche’ nel giro di un mese ariveranno tutti i prodotti di Barcellona compreso il Samsung Galaxy S II e tutti gli HTC. Questo Samsung doveva uscire prima di Natale secondo noi.


Fonti:http://news.tecnozoom.it

Cassandra Crossing/ FreedomBox, RoseBox, PrivacyBox e dintorni

Da hardware costoso e rumoroso a scatolette pronte all'uso. Tecnologie partecipate al servizio della privacy, tecnologie a cui partecipare

È di questi giorni la notizia che il professor Eben Moglen, notissimo paladino del Software Libero ha annunciato la costituzione di una fondazione, FreedomBox Foundation ed il lancio di una campagna di finanziamenti ad essa dedicata. Contemporaneamente, sul Wiki di Debian, è stato annunciato un nuovo progetto Debian per la realizzazione di un ambiente operativo Debian-based per l'hardware delle FreedomBox.

Ma in cosa consiste il progetto FreedomBox e a quali necessità risponde?
Per capire meglio bisogna fare diversi passi indietro, fino al lontano 2005 quando il Progetto Winston Smith, al grido di "Vogliamo scatole, non programmi", lanciò il progetto PrivacyBox (Pbox) e la maillist dedicata.

Il concetto, figlio di quei tempi, era che se da una parte le applicazioni per la difesa della privacy esistevano, dall'altra erano di configurazione non banale, e richiedevano, per essere efficaci ed utili sia al possessore che alla comunità, che la macchina su cui giravano stesse accesa giorno e notte. Un PC acceso a quei tempi costava dai 100 ai 200 euro all'anno, per tacer dei rumori notturni che ne rendevano da soli spesso improponibile il lasciarlo sempre acceso nella maggior parte delle abitazioni.
Esistevano già allora motherboard a bassissimo consumo senza ventola, audio e video, che consumavano dai 5 ai 9 watt, cioè meno di un decimo di un PC, e che potevano far girare tranquillamente Linux.
Il difetto era che costavano circa 300 euro e non erano quindi alla portata del pubblico in generale. Erano però ancora disponibili gli ultimi esemplari di Microsoft Xbox, anche loro PC Intel che potevano far girare varianti della distribuzione Linux Debian, e che potevano trovarsi anche al prezzo di 80 euro.
Detto fatto, il primo modello di PrivacyBox fu realizzato moddando una Xbox, caricandociXebian, ed installandovi le varie Privacy Enhancing Technologies (Mixmaster, Mixminion,Freenet, Tor) in versione sia server che client, e configurando il sistema per funzionare come server web, server di posta, firewall e router per modem ADSL ethernet.

Risultato: una Pbox Level I bella, anzi coreografica, economica, perfettamente funzionale ma... la Xbox era un PC, consumava quanto un PC e faceva rumore quanto e più di un PC con la ventola scassata.

Pbox Level I


Si passò quindi alla realizzazione della Pbox Level II, stessa configurazione software ma hardware professional-grade (e professional-priced) Soekris 4501. Una scatoletta grande quanto un libro in edizione economica, totalmente silenziosa (la tenevo sul comodino di camera) su cui girava una Debian 386 da memoria flash. Era così robusta che poteva esser lasciata cadere per terra mentre era in funzione senza nessun problema.

Pbox Level II


Da lì una successione di modelli sempre più potenti ma sempre costosi, fino ad arrivare alla Pbox level V. Che doveva essere alimentabile a batteria, funzionare da access point ed implementare anche le allora nascenti reti mesh, cioè reti P2P formate da molte Pbox che agivano tra di loro da rete potendo così rendersi indipendenti (entro certi limiti) dai collegamenti ADSL.

Pbox level V


Ma come spesso succede ai progetti italiani, il progetto Pbox esaurì energie (e soldi) e di lui restano solo una dozzina di Pbox sparse per il mondo (alcune delle quali funzionano ininterrottamente da più di 5 anni).

Qualche anno dopo, per l'esattezza nel 2009, Agorà Digitale, associazione telematica della "Galassia Radicale" riprende il progetto Pbox, ribattezzandolo RoseBox e proponendosi di realizzare un hardware dedicato a basso costo, ed una interfaccia utente semplicissima ed amichevole, per rendere l'oggetto alla portata di tutti. Il progetto si arenò purtroppo dopo poco più di un anno per mancanza di energie e fondi: progettare, prototipare e realizzare un hardware dedicato non è cosa da poco, anche con i moderni mezzi di produzione elettronica di piccola serie (Arduino docet).

Ed arriviamo all'inizio di quest'anno. Riscoprendo il concetto che disporre di un computer silenzioso, economico, piccolo che girasse PET, agisse da firewall e partecipasse a reti mesh sembrava cosa buona, giusta e potenzialmente rivoluzionaria, nel senso che rendeva almeno parzialmente indipendenti i suoi possessori dai collegamenti ADSL, Eben Moglen affronta il problema "all'americana", cioè in maniera non artigianale ma "industriale", con ottima risonanza mediatica e di partecipazione.

Il progetto FreedomBox è ancora in fase preliminare, ma si strutturerà in due parti principali. La prima dovrebbe essere dedicata alla realizzazione di un hardware general purpose, a basso consumo ed headless, dotato di interfaccia WiFi, forse 3G e di costo economico (50-100 euro). Potrebbe essere grande quanto un alimentatore di quelli che tutti abbiamo a dozzine a casa.

La seconda dovrebbe essere la realizzazione di un sistema operativo personalizzato con le applicazioni PET necessarie e dotato di configuratori automatici.

In questo modo la FreedomBox risultante dalla loro unione dovrebbe essere quello che i tecnici chiamano "appliance", cioè un sistema informatico che il cliente compra, installa e vede come se fosse una scatola, senza cose da configurare o da controllare. Una presa di corrente (o alcune batterie) e via, proprio come i moderni modem/router ADSL (che sono infatti oggetti di questo tipo).

Quindi di nuovo "Vogliamo scatole, non programmi". Speriamo che il professor Moglen e la FreedomBox Foundation abbiano successo nel far materializzare per la prima volta su scala industriale questo piccolo ed antico sogno, rendendolo davvero alla portata di tutti.

E chi ci credesse, ed avesse tempo e voglia... Sapete che si può partecipare?

Opera, il browser vietato ai minori

Apple non autorizzerà il download del browser ad utenti minori di 17 anni. Si tratterebbe di un'applicazione potenzialmente foriera di contenuti pruriginosi. Ironia generale al quartier generale di Opera Software

Si tratta di una decisione che ha scatenato un'ironia generale, in primis da parte degli stessi vertici di Opera Software. Apple ha incluso Opera in una specifica categoria che ne autorizza il download solo ad utenti al di sopra dei 17 anni.

Nessun sedicenne potrà dunque implementare sui vari device della Mela il browser nordeuropeo. Opera Mini, peraltro, era stata presentata al Mobile World Congress di Barcellona, in attesa del fatidico via libera da parte di Apple. Il semaforo verde era stato infineacceso, prima di includere il browser mobile in una delle specifiche categorie presenti su iTunes, la stessa ora scelta per Opera sul Mac App Store. Quella dedicata ai maggiori di 17 anni, per cui si sottolinea come un'applicazione possa contenere casi frequenti e intensi di linguaggio o comportamento violento nei cartoni animati, nel genere fantasy o realistico.

Ma anche "casi frequenti e intensi di temi per adulti, horror o allusivi; inoltre, scene con contenuto sessualmente esplicito, nudo integrale, uso di alcool, tabacco e stupefacenti, che potrebbero non essere adatte per ragazzi di età inferiore ai 17 anni". Trattandosi di uno strumento per la navigazione web, qualsiasi contenuto - pruriginoso o meno - potrebbe essere raggiunto dagli utenti.
"Sono molto preoccupato - ha dichiarato Jan Standal, vicepresidente di Opera Software - A 17 anni si è molto giovani e non so se a quell'età si è davvero pronti ad usare un'applicazione simile. È molto veloce, lo sapete, e possiede molte feature. Credo che per scaricarla ci vorrebbero almeno 18 anni".

Opera Software ha dunque offerto un semplice trucco per tutti gli utenti al di sotto di quell'età. Andare sul sito opera.com e scaricare il browser. "Non vi chiederemo l'età o il numero di carta di credito - si può leggere in un comunicato stampa - ma per favore, chiedete il permesso ai vostri genitori prima di usare il nostro browser".

Al di là delle pungenti ironie, c'è un interrogativo che ha serpeggiato tra i vari osservatori in Rete. Perché al browser nativo Safari non è stato riservato lo stesso trattamento?Che la navigazione targata Mela sia sempre virtuosa e lontana da pruriginosi contenuti web?

Fonti:"Sono molto preoccupato - ha dichiarato Jan Standal, vicepresidente di Opera Software - A 17 anni si è molto giovani e non so se a quell'età si è davvero pronti ad usare un'applicazione simile. È molto veloce, lo sapete, e possiede molte feature. Credo che per scaricarla ci vorrebbero almeno 18 anni".

Opera Software ha dunque offerto un semplice trucco per tutti gli utenti al di sotto di quell'età. Andare sul sito opera.com e scaricare il browser. "Non vi chiederemo l'età o il numero di carta di credito - si può leggere in un comunicato stampa - ma per favore, chiedete il permesso ai vostri genitori prima di usare il nostro browser".

Al di là delle pungenti ironie, c'è un interrogativo che ha serpeggiato tra i vari osservatori in Rete. Perché al browser nativo Safari non è stato riservato lo stesso trattamento?Che la navigazione targata Mela sia sempre virtuosa e lontana da pruriginosi contenuti web?

"Sono molto preoccupato - ha dichiarato Jan Standal, vicepresidente di Opera Software - A 17 anni si è molto giovani e non so se a quell'età si è davvero pronti ad usare un'applicazione simile. È molto veloce, lo sapete, e possiede molte feature. Credo che per scaricarla ci vorrebbero almeno 18 anni".

Opera Software ha dunque offerto un semplice trucco per tutti gli utenti al di sotto di quell'età. Andare sul sito opera.com e scaricare il browser. "Non vi chiederemo l'età o il numero di carta di credito - si può leggere in un comunicato stampa - ma per favore, chiedete il permesso ai vostri genitori prima di usare il nostro browser".

Al di là delle pungenti ironie, c'è un interrogativo che ha serpeggiato tra i vari osservatori in Rete. Perché al browser nativo Safari non è stato riservato lo stesso trattamento?Che la navigazione targata Mela sia sempre virtuosa e lontana da pruriginosi contenuti web?

Windows Phone ci riprova coi Samsung

A una settimana dallo spiacevole incidente di percorso, Microsoft rilascia una nuova patch rivista e corretta, dedicata agli Omnia 7

Verso la fine di febbraio una strana incompatibilità con l'aggiornamento di Windows Phone 7 ha mandato al centro assistenza Samsung il 10 per cento degli smartphone Omnia 7. Il servizio di supporto Microsoft ha anche fornito alcune linee guida da seguire per tentare di ripristinare il dispositivo con le proprie forze, ma in alcuni casi si è reso necessario l'intervento dei tecnici.

Dopo la brutta figura di una banale patch che costringe al "reset hardware", il colosso di Redmond rimette online un nuovo aggiornamento da scaricare, riveduto e corretto. Un portavoce dell'azienda ha assicurato che i tecnici "hanno individuato e risolto i problemi che impedivano ad alcuni telefoni Windows di installare il software rilasciato lo scorso mese".

Per installare l'aggiornamento firmware scaricato sul computer occorre sempre collegare il dispositivo via USB e usare l'apposito software di gestione, Zune per sistemi Windows e Windows Phone 7 Connector per Mac OS X. Il famigerato problema tecnico Samsung si manifestava proprio in questa fase, con un'installazione insolitamente lunga che sfociava in un malefico crash.

Samsung GT-i9103 Galaxy S II - presto sul mercato con chip Tegra 2

Samsung GT-i9100 Galaxy S IINvidia ha confermato le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, il nuovo Samsung GT-i9103 con chip Tegra 2 sarà a tutti gli effetti un Samsung Galaxy S II, una versione alternativa del Samsung GT-i9100 Galaxy S II annunciato al Mobile World Congress con processore Exynos 4210. Non è chiaro per il momento su quali mercati saranno lanciati il Samsung GT-i9100 Galaxy S II e il Samsung GT-i9103 Galaxy S II, quest'ultimo probabilmente più performante grazie alla presenza della CPU Nvidia Tegra 2. Dal punto di vista estetico non dovrebbero esserci differenze di rilievo fra i due cellulari. Samsung GT-i9100 Galaxy S II Samsung GT-i9100 Galaxy S